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Psicologo: miti e leggende

Aggiornato il: 2 gen 2019


La professione dello psicologo è da sempre circondata da un alone di mistero e pregiudizi che alcune volte possono frenare il desiderio delle persone di lavorare su loro stesse per il raggiungimento della serenità. Se nell’articolo “Lo psicologo: a chi affidi le tue emozioni?” ti ho spiegato di quali competenze lo psicologo si avvale e cosa può fare, adesso cercherò di smontare alcuni dei maggiori stereotipi e pregiudizi riguardanti questa figura professionale.

1) "Lo psicologo cura i matti"

Lo psicologo, in realtà, si occupa di difficoltà che caratterizzano la vita di ognuno, non correlati assolutamente alla “follia”, come problemi relazionali, conflitti familiari, situazioni stressanti, periodi generalmente difficili che provocano al soggetto una sofferenza rilevante, problemi che molte volte tendono ad essere sottovalutati ma che possono influenzare grandemente la vita dell’individuo.

2) "Lo psicologo prescrive farmaci e io non voglio assumerli"

Lo psicologo non prescrive farmaci, non solo perché l’utilizzo degli psicofarmaci non fa parte del lavoro psicologico, ma soprattutto perché non può farlo! Nel contesto italiano, infatti, esclusivamente i medici possono prescrivere i farmaci. Può accadere che uno psicologo psicoterapeuta si avvalga della collaborazione di uno psichiatra per la terapia farmacologica, o che lo psichiatra consigli alla persona un trattamento psicologico da affiancare a quello farmacologico, ma solitamente lo psicologo lavora con il colloquio, l’empatia e la psicodiagnosi, senza avvalersi di interventi farmacologici, a meno che essi non siano strettamente necessari. In tal caso la collaborazione dello psichiatra e la terapia farmacologica possono essere utili per ottenere una stabilizzazione che consenta il lavoro psicologico.

3) “Lo psicologo costa tanto”

Sì e no. Se consideriamo gli effetti a lungo termine del trattamento psicologico possiamo notare che, in realtà, costituisce un ottimo investimento in termini di prevenzione, per esempio, di malattie fisiche dovute alla somatizzazione delle problematiche psicologiche, oppure relativamente a separazioni e scelte professionali inconcludenti. Inoltre alcuni psicologi possono prevedere delle tariffe agevolate. Per esempio nel mio lavoro riservo delle tariffe particolarmente vantaggiose per gli studenti. Lo psicologo è un investimento sulla tua felicità, impiega il tuo denaro sul miglioramento del tuo essere, non solo del tuo apparire.

4) “Lo psicologo ti fa il lavaggio del cervello”

Nulla di più errato. Lo psicologo lavora guidando la persona nella conoscenza di sé stesso, delle sue emozioni, dei suoi pensieri. Non introduce pensieri, non modella idee, bensì sostiene la persona nel lavoro di riscoperta di sé, offrendogli strumenti utili per farlo.

5) “ Allo psicologo basta guardarti per capire tutto!”

Non nego che a ciascuno di noi piacerebbe avere questo “potere”, sarebbe un grande risparmio di tempo! Tuttavia questo potere non esiste e lo psicologo utilizza semplicemente le tecniche, le teorie e le metodologie apprese durante il suo percorso formativo e la propria esperienza pratica per guidare la persona nella scoperta consapevole di sé stesso al fine di raggiungere una condizione di benessere. Quindi niente paura, parlare con uno psicologo non vi espone ad alcun rischio!

6) “Dallo psicologo ci vanno solo i deboli, coloro che non riescono a sistemare le cose da soli”

“… lo psicologo è infatti il medico dei coraggiosi, di quelli che hanno la forza di guardare in faccia i propri limiti e sensibilità, ammetterli, considerarli e mostrarli, trasformando la paura in coraggio, assumendosi la responsabilità del proprio cambiamento. La vera forza non è nascondere le proprie debolezze, ma saperle accettare ed iniziare a lavorare per migliorarle.” Cit. Luca Mazzucchelli

7) “Mi imbarazza stendermi sul lettino con lo Psicologo seduto dietro”

La maggior parte degli psicologi non utilizza più il lettino, io stessa non lo utilizzo. È ormai privilegiata una situazione vis à vis in cui lo psicologo e il cliente sono uno di fronte all’altro.


8) “Non voglio che qualcuno sappia che vado dallo psicologo”

Non preoccuparti, il Codice Deontologico, che ogni psicologo è tenuto a rispettare, tutela la privacy del destinatario dell’intervento mediante la regolamentazione del segreto professionale, pertanto nessuno dei tuoi parenti ed amici saprà, a meno che non sia tu stesso a volerlo dire, che ti sei rivolto ad uno psicologo.

9) “Io sono fatto così”

Questa frase viene usata per non cambiare, nonostante ci siano molti elementi che indicano che “cambiare” sarebbe la cosa giusta da fare. Non si tratta di un cambiamento totale, ognuno di noi deve mantenere una certa continuità dell’esperienza, riconoscersi in ogni sua azione, rimanere sé stesso. Il cambiamento riguarda piuttosto l’assunzione di diverse prospettive, lo smussamento di alcuni lati del carattere che troppe volte hanno fatto male a sé stesso e agli altri, mediante un lavoro che la persona effettua proprio su di sé, guidata dalle competenze dello psicologo.

10) “Nessuno mi capisce”

Lo psicologo può farlo, utilizzando uno strumento chiamato empatia, accompagnato dalla sospensione di ogni giudizio e dal rispetto del vissuto psicologico espresso.

“Quando una persona capisce di essere sentita profondamente, i suoi occhi si riempiono di lacrime. Io credo che, in un senso molto reale, pianga di gioia. È come se stesse dicendo: «Grazie a Dio, qualcuno mi ascolta. Qualcuno sa cosa vuol dire essere me” Carl Rogers.



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