Cerca
  • Dott.ssa Nunziante

Cosa accade ai sopravvissuti?

Aggiornato il: 2 gen 2019

Cosa accade a chi sopravvive, a chi deve andare avanti dopo aver vissuto esperienze talmente traumatiche?


Oggi, 11 Settembre 2018, ricorre l’anniversario di uno degli eventi che ha cambiato la storia dell’intero panorama mondiale, l’attentato alle Twin Towers. 2996 morti. 2996 storie di vita spezzate. Il cordoglio per le vittime di quest’atrocità sarà in noi sempre vivo. In questo articolo, però, voglio focalizzarmi su altro, e nello specifico sugli oltre 6000 feriti. Cosa accade a chi sopravvive, a chi deve andare avanti dopo aver vissuto esperienze talmente traumatiche?

Per Lifton, che ha lavorato con i sopravvissuti della guerra del Vietnam e delle bombe di Hiroshima e Nagasaki, lo stigma della morte segna i sopravvissuti come “coloro che sono venuti a contatto con la morte e sono rimasti vivi”.

Le tematiche psicologiche che caratterizzano il sopravvissuto sono le seguenti:

· Stigma della morte, che implica la radicale intrusione di un’immagine di “minaccia alla vita”, per cui il soggetto diventa “uno che è venuto a contatto con la morte ed è sopravvissuto”;

· Senso di colpa per essere vivi, che riguarda l’incapacità di elaborare il lutto e la sensazione di aver rubato “un posto sulla terra” a qualcun altro, di essere vivo al posto di qualcun altro;

· Ottundimento psichico ed affettivo, relativo alla diminuita capacità di sentire. Si tratta di una forma di ritiro psichico legato all’immagine della morte per cui è come se il sopravvissuto si sottoponesse ad una morte simbolica per evitare una morte fisica o psichica permanente;

· Conflitti relazionali e mancanza di fiducia, in base ai quali nel tentativo di proteggersi da nuove perdite il sopravvissuto si protegge anche dalla possibilità di ricevere aiuto e amore;

· Problematiche sul significato dell’esistenza e su come definire la propria esperienza.

Inoltre nella psicoterapia con anziani sopravvissuti si osserva incapacità al gioco, masochismo, colpa, incapacità di godere delle cose e un atteggiamento orientato al passato. Peraltro Niederland indicò come nei sopravvissuti ricorressero sintomi quali ansia, stati depressivi cronici, disturbi cognitivi e della memoria, tendenza all’isolamento e al ritiro psichico.

Pensate che sia finita qui? Assolutamente no.

Gli studi sulla trasmissione intergenerazionale del trauma rilevano un trauma cumulativo, dovuto all’insensibilità cronica del genitore verso il figlio, che produrrebbe una ripetizione inconscia del trauma da parte delle successive due generazioni e, in conclusione, la sensazione di estraneità rispetto alla propria vita, come se i figli dei sopravvissuti stessero vivendo la vita di qualcun altro. Un ciclo di sofferenza senza fine dunque, con effetti devastanti a livello psicologico ed emotivo.




C.Mucci (2014) "Trauma e perdono: una prospettiva psicoanalitica intergenerazionale", Cortina Raffaello


#attentato #torrigemelle #twintowers #trauma #disturboposttraumaticodastress #ansia #depressione #ansiapsicologofoggia

23 visualizzazioni
  • LinkedIn Icona sociale
  • Black Icon Instagram
  • Black Facebook Icon
  • Pinterest Icon sociale

© 2023 by Nunziante Veronica

 P.IVA 04191230715 

Le informazioni fornite in questo sito riguardano il benessere della persona, sono di natura generale e a scopo esclusivamente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso una consulenza professionale.

Non è consentito copiare, alterare, distribuire, pubblicare o utilizzare su altri siti questi contenuti senza autorizzazione specifica dell'autrice. 
Se involontariamente trovaste in questo sito materiale coperto da copyright o in violazione delle norme vigenti, siete pregati di comunicarlo a veronicanunziante29@gmail.com e si provvederà alla rimozione dello stesso.

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now